Incontro pubblico sul pericolo geotermico. Grotte di Castro, 7 novembre

Il 31 luglio scorso, pochi giorni prima che l’infame ministro dell’inferno si producesse nel più sensazionale e idiota suicidio politico della storia repubblicana (il quale però, nell’attuale quadro politico, rischia di trasformarsi in vittoria), il governo del finto cambiamento ha approvato l’impianto pilota geotermico di Castel Giorgio,¹ per la gioia del manager di ITW LKW Geotermia Italia spa – inascoltato profeta dell’economia verde e gran dispensatore di balle – e la rabbia di comitati e e cittadini.

Il capitale parassita ha segnato dunque un altro goal, ma la faccenda non si è chiusa lì. Merito dei comitati, raccolti intorno al Coordinamento associazioni Orvietano, Tuscia e Lago di Bolsena, e di alcune amministrazioni comunali, che hanno deciso di non lasciar correre e di rispondere con determinazione. Dopo l’annuncio del ricorso contro il provvedimento (è notizia di qualche giorno fa: ne sono stati presentati ben quattro), la manifestazione a Castel Giorgio dello scorso 12 ottobre, l’abbraccio del lago del 19 e le inaspettate lenzuola anti-geotermia che hanno fatto la loro comparsa sui balconi, ai muri e alle inferriate in giro per la Tuscia, ecco un importante incontro informativo sul pericolo geotermico. Si terrà a Grotte di Castro, paese storicamente silente e conservatore, e questo è un bel segnale.

¹ potete leggere i retroscena dell’approvazione dell’impianto e un’accurata disamina delle problematiche e dei rischi dell’attività geotermica sul lago di Bolsena sul blog dell’Osservatorio ambientale del lago di Bolsena, qui e qui.

Primo post. Agitare prima dell’uso.

Il primo post di acque agitate. Già. Ci ho pensato assai, a come sarebbe potuto e dovuto essere. Ho scritto, cancellato e riscritto e non me ne andava bene una. Poi d’improvviso l’illuminazione divindiabolica: sii breve e senza pretese Leo, si inizia come si inizia y pues, falta lo que falta. Il perché, il percome e il «perdove» dello scrivere e qualche sassolino sul sentiero nel caso dovessi perdermi, non serve altro.

Mi chiamo (anche) leodurruti e vengo da otto anni di scritture musicali, su Loud Notes e altrove (In Your Eyes, Distorsioni, Collective Waste). Le acque agitate che danno il nome al blog sono quelle del lago di Bolsena, ma non sono esattamente le sue acque: sono i conflitti che attraversano la terra che lo circonda, le storie minute e popolari, le resistenze. Di questo scriverò qua sopra, e di altre cose belle che frequento ogni profano giorno: le amate musiche, i libri – tanti libri, scaffali di libri e dispense di cose letterarie -, i movimenti sociali, la comunicazione. Lo farò con la dovuta lentezza e una bella spruzzata di partigianeria. Perché un blog? Perché i social media, gli algoritmi e il marketing di se stessi puzzano di decadenza e capitale putrefatto, e Il Capitale putrefatto puzza che non ve ne fate un’idea.

Mi piace l’idea di aprire le satandanze con una bella canzone. Ho scelto uno dei miei pezzi preferiti, da uno dei miei dischi da isola deserta, di una delle band della vita. Una canzone che esprime un sussulto di dignità e resistenza: una cosa che ha a che fare, e molto, con il senso di queste pagine – sempre ammesso che queste pagine abbiano un senso.

La chiudo qui. Buon viaggio.

When they kick at your front door
How you gonna come?
With your hands on your head
Or on the trigger of your gun?