Errico Malatesta su medicina, medicina alternativa, scienza e anarchia

Secondo noi hanno torto quei compagni che prendon partito per un dato sistema terapeutico solo perché l’inventore professa, più o meno sinceramente, idee anarchiche e si dà l’aria del ribelle e tuona contro «la scienza ufficiale». Noi, al contrario, ci mettiamo subito in guardia se vediamo che uno vuole avvalersi delle sue idee politiche per far accettare le sue idee scientifiche e ne fa una questione di partito. […] Vi è tra noi la tendenza a trovare vero, bello e buono tutto ciò che si presenta sotto il simpatico manto della rivolta contro «le verità» ammesse, specie se è sostenuto da chi è, o si dice, anarchico. Il che dimostra una deficienza di quello spirito di esame e di critica che dovrebbe essere sviluppatissimo negli anarchici. […] Del resto, noi conosciamo dei valenti medici che professano le idee anarchiche; ma essi non parlano di anarchia quando fanno della scienza, o ne parlano solo quando la questione scientifica diventa questione sociale, cioè quando constatano che l’attuale organizzazione sociale inceppa i progressi della medicina e impedisce che essi siano applicati a beneficio di tutta l’umanità.

Errico Malatesta, «Pensiero e volontà», 1° marzo 1924 e 1° maggio 1924, posta redazionale; testo tratto da Il buon senso della rivoluzione, a cura di Giampietro N. Berti (Eleuthera, 1999) – https://eleuthera.it/files/materiali/Malatesta_Il_Buon_senso_della_rivoluzione.pdf
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